martedì 4 marzo 2014

Bugie

"Bugie" è il nome del dolce tipico di Carnevale in Liguria, o meglio ad Imperia si chiamano così.

A Piacenza son le sprelle, in Toscana son i cenci, frappe a Roma, sfrappole nella zona di Bologna, insomma, ogni zona d'Italia chiama questi dolci in modo differente e leggermente diverse sono anche le ricette.

La Nonna Gè fa le bugie più buone al mondo: impalpabili, si sciolgono in bocca, leggerissime al punto che potresti continuare a mangiarle!

Le bugie, al di là del carnevale, sono legate anche al compleanno di mio fratello che compie gli anni a febbraio e, sapendo quanto le ami, la nonna fa sempre in modo di fargliene arrivare uno scatolone stracolmo. Non sto esagerando: fodera uno scatolone di cartone utilizzando la carta stagnola e lo riempie fino all'orlo!! Non vi dico il sorrisone di mio fratello alla vista di tutto ciò!




Ingredienti
500g farina
50g burro
2 uova
3 cucchiai di zucchero
mezzo bicchiere di acqua calda
1 bicchierino di grappa
Olio per friggere
zucchero a velo

Procedimento
Sciogliete lo zucchero in mezzo bicchiere di acqua calda. Impastate tutti gli ingredienti insieme, se dovesse risultare troppo appiccicoso, aggiungete all'impasto altra farina, oppure in caso contrario altra grappa.
L'impasto dovrà avere una consistenza elastica per poter agevolmente esser tirato con la macchina per fare le sfoglie.
Tirate la pasta a sfoglia sottilissima, e tagliatela con le mani o con la classica rotella a scacchettini.
Friggete in abbondante olio di semi facendo attenzione a non bruciarle: devono esser leggermente dorate, ma non scurirsi troppo.
Trasferitele su un vassoio con carta assorbente e quando saranno fredde cospargetele con abbondante zucchero a velo






Come al solito le dosi delle ricette son per un reggimento. A meno che non abbiate una festa a cui portarle, vicini di casa a cui regalarle, fratelli particolarmente golosi, colleghi a cui far passare una dolce pausa caffè: dimezzate le dosi!!

lunedì 3 marzo 2014

Sei capace d'essere felice per 100 giorni di fila?



Qualche giorno fa sono capitata, su questo sito
 www.100happydays.com/it.

La sfida lanciata dal sito è provare a trovare ogni giorno, per 100 giorni, qualcosa che ci renda felici.

Avete presente l'hashtag #maiunagioia? Ecco questo è l'esatto opposto! Anzichè compiangerci, il progetto di  Dmitry Golubnichy ci spinge a ricercare, trovare e godere delle piccole felicità quotidiane.

Il progetto mi ha subito riportato alla mente un libro bellissimo che ho letto qualche anno fa "Momenti di trascurabile felicità" di Francesco Piccolo. Si tratta di una raccolta di episodi, a volte lunghi qualche pagina, a volte soltanto una manciata di parole e questo li rende, forse, ancora più efficaci, immediatamente identificabili come attimi fugaci di felicità che rompono la normalità di una giornata qualunque, o capaci di far svoltare un giorno no, o di rendere ancor più bello un giorno che già lo era.

Penso che sia un libro che andrebbe necessariamente letto, tanto ci si impiegano un paio di orette.


Mi ero ripromessa di provare a cercare, anche io, nella routine questi piccoli momenti di trascurabile felicità, addirittura di annotarli, ma non l'ho (stupidamente) mai fatto.

Sull'home page di #100happydays capeggia una domanda:

 "Sei capace di esser felice per 100 giorni di fila?"
Penso "100 giorni son davvero tanti, son più di 3 mesi!".
Continuo a leggere "Viviamo in un'epoca in cui avere un'agenda piena è diventato qualcosa di cui vantarsi. mentre la vita diventa sempre più frenetica, abbiamo sempre meno tempo per approfittare del momento presente. Per ogni essere umano, La capacità di apprezzare se stessi nel momento e nell'ambiente circostante in cui ci si trova è il primo passo per raggiungere uno stato di felicità duratura.
Il 71% delle persone che hanno accettato questa sfida, ci hanno rinunciato. Il loro motivo principale era "non avevo tempo".Queste persone non avevano tempo per essere felici, e tu?"

Ma è possibile che non ci sia tempo per esser felici?

Si tratta "semplicemente" di imparare (nuovamente) a godere delle piccole cose, delle piccole gioie quotidiane immortalando il momento con una foto, e postandola sul social prescelto con l'hashtag #100dayshappy o inviandola via email all'organizzazione del challenge se si preferisce restare anonimi.

Non è un progetto fotografico o un concorso, non si vince nulla e allora:

"Perché dovrei farlo?

Le persone che hanno completato con successo la sfida hanno affermato che:
 - ci si rende conto ci ciò che ci rende felici ogni giorno;
 - si è di buon umore ogni giorno;
 - si ricevono più complimenti dagli altri;
 - ci si rende conto della fortuna che si ha di vivere la propria vita;
 - si diventa più ottimisti;
 - ci si innamora durante la sfida.


Anche quando la sfida sarà finita, i 100 momenti felici che hai raccolto potranno sempre ricordarti quanto è bella la tua vita. è per questo che, una volta tagliato il traguardo, potrai ricevere un libricino di 100 pagine con i tuoi momenti felici!"

Non ci son altre regole se non farlo per noi stessi e si può condividere di tutto, purché ci abbia donato un momento felice: un paesaggio, un'uscita con le amiche, rientrare in un vecchio paio di jeans, un sms ricevuto, un bel film, il piatto preferito cucinato dalla mamma, .. insomma davvero qualsiasi cosa.
Da qualche parte avevo letto una frase bellissima che descriveva la felicità come un compito quotidiano, da curare come si farebbe con un giardino. La trovo un'immagine bellissima e decisamente efficace.
Dobbiamo imparare a godere delle piccole semplici gioie quotidiane per non vedere sempre tutto nero, per non lamentarci soltanto di ciò che non va (che è molto più semplice), sta a noi coltivare giorno per giorno la nostra felicità.

Io ci provo! Su instagram con il profilo Cook_Eat_Love e hashtag #100HappyDaysGiuliaGi !!

 E tu: 





lunedì 24 febbraio 2014

Muffin Salati speck e brie

La settimana scorsa abbiamo festeggiato il piccolo di casa che ha compiuto gli anni, e per il suo compleanno mio fratello ha ricevuto in regalo anche un bellissimo pezzo di speck!

Io, a casa con l'influenza, mi son inventata un modo alternativo per usarlo in cucina: ho fatto dei muffin salati cotti avvolti nello speck anzichè nei classici pirottini.

In realtà la ricetta nasce come svuota-frigo: avevo un po' di latticello avanzato dalla red velvet, un vasetto di yogurt bianco in scadenza e del grana (vicino alla crosta).

Avev anche un po' di brie e quindi ho aggiunto anche quello dato che speck e brie è un degli abbinamenti che preferisco in assoluto!

Possono essere preparati come antipasto, oppure anche per una merenda, un brunch, un aperitivo, ..
Vi sconsiglio di metter l'impasto direttamente nei pirottini di carta: si attaccherebbe troppo, meglio usare la teglia per muffin o gli stampi in alluminio.


Ingredienti
200g farina
1/2 bustina lievito (per pizza, pane, ..)
100g grana grattuggiato
2 uova
2 vasetti di yogurt bianco naturale (io ho usato 1 vasetto+ circa 1 vasetto di latticello)
un pizzico di sale
circa una 30 di fettine di speck
una fetta di  brie alta 1 cm

Procedimento
Mischiate gli ingredienti secchi tra loro (farina, lievito, sale, grana), e quelli liquidi tra loro (uova, yogurt, latticello).
Uniteli ed eventualmente aggiungete un poochino di latte se la consistenza fosse troppo solida.
Foderate con due fette di speck la teglia per muffin o i contenitori usa e getta di alluminio, premete leggermente in modo che lo speck aderisca bene alle pareti dello stampo e non ci siano spazi da cui l'impasto possa fuoriuscire.
Tagliate a striscioline le rimanenti fette ed incorporatele all'impasto.
Tagliate a dadini il brie.
Mettete un po' di impasto delicatamente dentro ogni stampo e posizionate al centro alcuni cubetti di brie, aggiungete altro impasto.
Spolverizzate la superficie con un po' di grana grattugiato ed infornate a 180°C per circa 20 minuti.
Rimuovete delicatamente il muffin dallo stampo e servite tiepidi.